Autunno in Cerchio (Armonico)

Autunno in Cerchio (Armonico)

Ecco l'autunno alle porte, tutti già pensano al cambio degli armadi, alle attività invernali e al lavoro incombente ... noi del Cerchio...

martedì 19 novembre 2013

Trattamento Reiki a mamma e bambina...un'esperienza di Luce!

                            

Oggi è stata una strana giornata, ma quale non lo è da un po' di tempo a questa parte nella mia vita? Ogni giorno che mi è dato di vivere ha qualcosa di profondamente magico, anche nella difficoltà di alcune giornate che la mia parte ancora "dormiente" vorrebbe evitarsi...ogni tanto mi dimentico che ogni cosa è perfetta, ogni cosa ha il suo perché, ogni cosa ha un recondito insegnamento...
Il temporale di stamattina mi aveva quasi convinta che Graziana non sarebbe venuta...con due bambine, di cui una di tre mesi, no...ora mi chiamerà e mi dirà che non può venire. Invece puntuale alle 10.30 eccola arrivare alla mia porta con un piccolo fagottino tra le braccia. Ester, bella Anima antica approdata sulla terra ad agosto, si apprestava così, in braccio alla sua mamma a ricevere per la prima volta nella sua tenerissima vita, un trattamento di Reiki. La sorellina, rimasta in auto con un'amica lo aveva ricevuto due anni fa qualche giorno prima di nascere, ancora nel caldo della pancia materna...
Dopo un debole e non affatto convinto tentativo di lasciare la piccola nelle braccia di mia figlia, abbiamo deciso che se Graziana voleva ricevere questa carezza Reiki di cui aveva tanto bisogno, bisognava coinvolgere anche Ester...
Nella stanza in penombra, tirata a lucido e pulita fisicamente ed energeticamente, ancora profumata di incenso, ho fatto sedere madre e figlia su una sedia e mentre la piccola era intenta a succhiare dalla generosa tetta della mamma, ho messo su un cd di musica con i campanellini e mi sono immersa in questo trattamento.
Quanta dolcezza, quanto nutrimento! e mentre Ester,subitaneamente addormentata, succhiava il seno di Graziana, io ricevevo e nello stesso tempo mi facevo tramite del bel flusso di Bianca Energia del Reiki che come un torrente d'argento portava via tutte le tensioni, tutti i pensieri, tutte le paure... eravamo avvolte tutte e tre in una bolla luminosa, in cui le particelle energetiche viaggiavano a velocità supersoniche e avveniva uno scambio meraviglioso tra tutte noi...
e ancora una volta l'energia curandera di qualche mia ignota ava si è fatta sentire e il mio esser donna, madre, nonna, bambina e fanciulla, si mescolava e si tramutava in messaggi di Amore verso quelle che potevano essere figlia, nipote, ma anche e chissà! sorelle, compagne di viaggio, anime che si ritrovano sul Cammino. Il Trattamento è stato assolutamente spontaneo e senza nessuna "posizione" prestabilita o pensata...le mie mani andavano là dove c'era bisogno e nel lieve tocco al braccio della mamma, ho sfiorato e  ritrovato nella mia, la piccola e tenera mano di Ester. Ho lasciato che l'energia fluisse...e sentivo il latte che seguiva il reticolo dei dotti, che fluiva anch'esso e si arricchiva di energia buona, di buoni messaggi, come se fosse una benedizione per la piccola e contemporaneamente per noi adulte...
dopo tre quarti d'ora Ester ha deciso che il trattamento era terminato, ho "chiuso" e fatto la mia centratura con il sorriso sulle labbra. 
Ho riaperto la porta. 
C'era il sole. 
Grazie Uni/Multi/verso, Grazie alla mia Esistenza che mi ha portato fin qui ad assaporare queste esperienze sottili e magnifiche.
Grazie a tutte le persone che hanno reso possibile tutto ciò!

lunedì 11 novembre 2013

perché NON fare i trattamenti Reiki a distanza se non espressamente richiesti

Un giorno apparve un piccolo foro in un bozzolo...
un uomo  che passava per caso si fermò ad osservare quel buco e vide una farfalla che per varie ore si sforzò di uscire da quel buco. Dopo molto tempo sembrava si fosse arresa, mentre il buco appariva essere della stessa dimensione. Sembrava ormai che essa avesse fatto quello che poteva e non le restassero altre possibilità di uscire dal bozzolo.

Allora l'uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino, aprì il bozzolo permettendo alla farfalla di uscire immediatamente. Il suo corpo però era piccolo e rattrappito e le sue ali si muovevano a stento. L'uomo continuava ad osservare con attenzione perchè sperava che da un momento all'altro le ali della farfalla si sarebbero aperte e lei avrebbe potuto cominciare a volare...
ma non successe nulla di tutto questo in quanto la farfalla passò il resto della sua vita a trascinarsi per terra, con un corpo rattrappito e le ali poco sviluppate. Così non riuscì mai a volare.







Ciò che quell'uomo non aveva capito, nonostante la sua 
gentilezza, era che lo sforzo per uscire dallo stretto buco del bozzolo è indispensabile alla farfalla affinché possa trasmettere il fluido dal suo corpo alle sue ali. La natura le aveva assegnato questa forma per potersi sviluppare.

Molte volte gli sforzi che dobbiamo fare rappresentano esattamente ciò che è necessario affrontare per affermarci nella nostra esistenza. Se non incontrassimo ostacoli, non avremmo la possibilità di diventare forti come invece siamo e non potremmo mai volare, proprio come quella farfalla.
Ognuno, con la propria Anima, SCEGLIE di percorrere alcune strade e di fare alcune esperienze, che per quanto dolorose, servono al percorso karmico che si deve fare per poter sciogliere nodi e blocchi...


Chiesi la forza e mi furono dati ostacoli da superare.
Chiesi la sapienza e mi furono dati problemi da risolvere.
Chiesi la prosperità e mi furono dati cervello e muscoli per lavorare.
Chiesi l'amore ed incontrai persone con problemi, da aiutare.
Chiesi favori e mi furono date delle opportunità.
Non ho ricevuto niente di quello che ho chiesto, ma ho ricevuto tutto quello di cui avevo veramente bisogno.
Vivi la vita senza paura, affronta tutti gli ostacoli e dimostra che puoi superarli.

venerdì 27 settembre 2013

Chakra

L’arcobaleno ha sette colori e l’essere umano ha sette centri nel proprio essere. L’allegoria del sette è molto antica, in India ha preso la forma dei sette chakra: il più basso è il “muladhara” e il più alto è il “sahasrara” e tra questi due ci sono cinque passi, altri cinque chakra. E l’uomo deve passare attraverso tutti questi sette chakra: sette passi verso il divino.
Normalmente siamo bloccati in basso: i primi tre – “muladhara”, “svadhishthana” e “manipura” – sono chakra animali. Se vivi nei primi tre chakra, non sei molto diverso dagli animali e stai commettendo un crimine, perché non sei capace di essere ciò per cui sei destinato: ti lasci sfuggire la possibilità. Se un seme non cresce tanto da diventare fiore, commette un crimine contro se stesso e il peccato che si commette contro se stessi è il più grande. In effetti commettiamo peccati contro gli altri solo quando abbiamo commesso il solo, fondamentale, peccato contro noi stessi.
I primi tre chakra hanno a che fare con il cibo, i soldi, il potere, il dominio, il sesso. Tra i tre chakra inferiori il cibo è il più basso, il sesso è il più alto. Lo si deve comprendere. Il cibo è il più basso: una persona ossessionata da cibo è nella più bassa categoria animale, vuole semplicemente sopravvivere; non ha uno scopo, vuole sopravvivere per sopravvivere. Se le chiedi per che cosa, non ha alcuna risposta da darti.
E’ solo un circolo vizioso da cui non si può uscire: mangi per vivere, vivi per mangiare. Questa è la possibilità più bassa. La forma di vita più bassa è l’ameba; l’ameba mangia e basta, questo è tutto; non ha vita sessuale, continua a mangiare tutto ciò che è disponibile: è l’esatto simbolo dell’essere umano inferiore. L’ameba ha solo la bocca, non ha altri organi, e tutto il suo corpo funziona come una bocca. Continua a digerire tutto ciò che le si avvicina: l’ameba digerisce qualsiasi cosa si avvicini, tutto il corpo l’assorbe. Cresce sempre di più, diventa sempre più grande, finchè arriva al punto in cui è troppo grossa, allora si divide in due ed entrambe ricominciano a fare la stessa cosa.
Alcune persone vivono a questo livello inferiore. Fate attenzione: la vita ha qualcosa di più da offrirvi, non è solo sopravvivenza, è sopravvivere per qualcosa di significativo. La sopravvivenza è necessaria, ma non è fine a se stessa, è solo uno strumento.
Il secondo tipo, un pochino più evoluto di chi è ossessionato dal cibo, è il maniaco del potere, il politico: vuole dominare gli altri. Per cosa? Si sente molto, molto inferiore in profondità e vuole dimostrare al mondo: “Sono qualcuno: posso dominarti, posso rimetterti al tuo posto”. Non ha ancora messo se stesso al posto giusto e cerca di metterci tutto il mondo: è una persona ossessionata dall’ego. Può muoversi in qualsiasi direzione: se si muove verso il denaro, continuerà ad accumulare denaro, il denaro diventerà il simbolo del potere. Se si orienta verso la politica, non potrà contenersi fino a quando non avrà raggiunto la cima e là non troverà nulla!







   

Terzo viene il sesso e sostengo che sia meglio del cibo e della politica, perché ha una qualità un po’ più alta. Si condivide. Ha qualcosa di più alto. Nel cibo semplicemente assorbi, non condividi. Nel dominio distruggi, non crei. Il sesso è la più alta possibilità sul piano inferiore: condividi la tua energia e diventi creativo. Nel mondo animale il sesso è il valore più alto.
E la gente è bloccata a uno di questi tre chakra.
Il quarto si chiama “anahata”. I primi tre sono animali, gli ultimi tre sono divini e in mezzo sta il quarto, “anahata”: il chakra del cuore, il loto del cuore, il chakra dell’amore. E’ il ponte: l’amore è il ponte tra l’animale e il divino. 
Cerca di capire il più profondamente possibile il messaggio dell’amore: al di sotto del cuore l’uomo è animale, al di sopra diventa divino; solo nel cuore un uomo è veramente umano. Ecco perché un uomo che può sentire, che può amare, che può pregare, che può piangere, che può ridere, che può condividere, che può avere compassione è un vero essere umano: in lui è nata l’umanità, sono entrati i primi raggi di sole.
Il quinto è “vishuddha”, il sesto è “ajna” e il settimo è “sahasrara”. Con il quinto l’amore diventa sempre più meditativo, sempre più colmo di preghiera. Con il sesto l’amore non è più una relazione e non è nemmeno più preghiera, è diventato uno stato dell’essere. Non si tratta più di amare qualcuno, no: ciò che accade adesso e che tu “sei” amore, tutta la tua energia è amore. Non puoi fare altrimenti, l’amore è diventato il flusso naturale: così come respiri, ami; è uno stato senza condizioni. E con il settimo, il “sahasrara”, ecco il “samadhi”: sei arrivato a casa.

Osho

giovedì 23 maggio 2013

Dei simboli del Reiki e altre riflessioni...






Camminare sulle acque

Un giorno un uomo dalla mentalità convenzionale, prodotto di un'austera scuola religiosa, stava passeggiando lungo un corso d'acqua, completamente assorto in problemi teologici e morali, perché quella era la forma che l'insegnamento aveva assunto nella comunità cui apparteneva. Per lui la religione emotiva corrispondeva alla ricerca della Verità Suprema.
All'improvviso il filo dei suoi pensieri fu interrotto da un forte grido: qualcuno stava ripetendo un'invocazione: “U YA HU”
"Non serve a niente", si disse il teologo, "poiché quell'uomo pronuncia male le sillabe. Anziché salmodiare YA HU, dice U YA HU..."

L'uomo ritenne allora che fosse proprio dovere - lui che aveva studiato con tanto zelo - correggere quel poveretto che sicuramente non aveva avuto l'opportunità di essere guidato nel modo giusto, e che probabilmente faceva solo del suo meglio per entrare in armonia con l'idea sottesa nei suoni. Noleggiata una barca, remò in direzione dell'isola da cui sembrava provenire la voce.

In una capanna di canne scorse, seduto per terra, un uomo che si dondolava al ritmo della ripetizione della formula iniziatica.
"Amico mio", gli disse, "la tua pronuncia è sbagliata. Mi preme dirtelo perché è meritevole dare consigli e altrettanto meritevole accettarli. Ecco come devi pronunciare". E glielo spiegò.
"Grazie", disse l'altro con umiltà.
 L'uomo risalì in barca, molto soddisfatto di aver compiuto una buona azione. Dopotutto, non è noto che colui il quale riesce a ripetere correttamente la formula sacra possieda anche il potere di camminare sulle acque?
Egli non aveva mai visto nessuno compiere un simile prodigio, ma aveva sempre sperato, per qualche ragione, di riuscirci prima o poi.
Dalla capanna non arrivava più alcun suono; tuttavia, era convinto che la lezione avesse dato i suoi frutti. Fu allora che udì un U YA HU pronunciato con esitazione: il derviscio dell'isola si era messo nuovamente a pronunciare la formula a modo suo...
Mentre il teologo era assorto nelle proprie riflessioni, meditando sulla perversità degli uomini e sulla loro cocciutaggine nel perseverare nell'errore, i suoi occhi scorsero uno strano spettacolo: l'uomo della capanna aveva lasciato la sua isola e stava venendo verso di lui camminando sulla superficie dell'acqua...
Stupefatto, smise di remare. L'altro lo raggiunse e si rivolse a lui con queste parole:
"Fratello, perdonami se ti importuno, ma sono venuto a pregarti di insegnarmi ancora una volta il modo corretto di ripetere l'invocazione, perché ho difficoltà a ricordarlo".

Considerazioni personali:

Questa È una storia antica  dal significato profondo.
Siamo consapevoli di quanto siamo imbrigliati dalle nostre convinzioni, dal nostro "sapere", da quanto ci è stato inculcato nella nostra cosiddetta "educazione"?
Crediamo, a torto, che il nostro modo di vedere le cose sia quello giusto e che solo ciò in cui noi crediamo possa condurci alla Verità.
In realtà non è importante la “formula magica” o il modo di pronunciarla e neppure verso chi indirizzarla. La cosa importante è la convinzione e la fede nella riuscita che imprimiamo in ciò che pensiamo, desideriamo e pronunciamo.
Se tu hai fede puoi spostare le montagne, diceva Gesù…e persino camminare sulle acque…
Un abbraccio di Luce per tutti
Giuseppe Bufalo

L'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo. (Il Sommo Maestro Giordano Bruno)

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Questa storia, pervenutami dall'amico Giuseppe tramite mail, mi ha subito riportato alla mente una riflessione che ho sempre fatto sul Reiki. 
"Il mio Reiki è più forte di quello di quell'altra scuola" ecco una frase che ho sentito molte volte e che ha portato alcuni "maestri" Reiki a "personalizzare" questa meravigliosa e semplice "tecnica" di trasmissione di energia...
ed ecco la riflessione: innanzitutto il Reiki, essendo energia, NON può essere di qualcuno... al massimo siamo strumenti della sua trasmissione e di una missione di "risveglio" per usare un termine molto caro a Gurdjieff, che è anche una strada per continuare a crescere ed espandere la propria coscienza.
Un'altra annosa questione, rimanendo in ambito Reiki, è quella dei simboli che vengono "passati" da insegnante ad allievo nel seminario di secondo livello. Ogni "scuola" è convinta di avere i simboli "originali" di Usui...sorrido e continuo la riflessione...all'epoca di Usui, tali simboli erano segreti e gli allievi li memorizzavano per poi bruciare tutti i disegni eseguiti per impararli...è naturale che in una tradizione basata semplicemente sull'aspetto mnemonico, qualcosa si possa perdere...e allora? i simboli non servono più al loro scopo? perdono forse la loro forza e la loro componente sacra?
cosa c'è dietro ogni simbologia sacra se non un'intenzione di cui essa stessa è "caricata"? e a cosa servono i rituali se non ad "attivare" tali simbologie? Il rito non è solo una esperienza psicologica, ma  una esperienza antropologica che cioè appartiene per natura all'uomo. 

I riti tendono ad annullare lo spazio e il tempo che separano il presente dal principio, vogliono contrapporre al caos quotidiano l'ordine divino primordiale, archetipico , riattualizzandolo.
Per far questo devono introdurre l'anima nel tempo primordiale, sollecitarla, attivarla ed orientarla nel Mistero.
I rituali in tutte le culture, attivano il senso animico dei partecipanti  utilizzando i simboli sacri, cioè tutte quelle immagini e parole che sono modelli originari per attivare l'anima e risvegliare conoscenze antiche e sopite nelle pieghe delle vite passate.
Dunque a conclusione di questa breve riflessione, aggiungo che potrebbe essere vicino il tempo in cui per "attivare" al Reiki non ci sarà nemmeno più bisogno dei simboli perché essi vengono così interiorizzati da chi li utilizza per armonizzare il REI con il KI di una persona, che basterà forse uno sguardo, appunto una intenzione e l’intenzione è qualcosa di più del semplice “volere” qualcosa. E’ una energia che sta dietro il volere. Se la volontà è il timone della nave-uomo, l’intenzione è il vento gonfia la vela.


Con Amore si può realizzare tutto anche ciò che ci sembra impossibile...