Autunno in Cerchio (Armonico)

Autunno in Cerchio (Armonico)

Ecco l'autunno alle porte, tutti già pensano al cambio degli armadi, alle attività invernali e al lavoro incombente ... noi del Cerchio...

lunedì 30 marzo 2009

Cosa E' il Reiki e cosa NON è il Reiki


Il guaritore non è veramente un guaritore, perché non è colui che agisce. La guarigione accade attraverso di lui; egli deve semplicemente annullare se stesso. Essere un guaritore in verità significa non essere. Meno ci sei, migliore sarà la guarigione; più ci sei, più il passaggio è bloccato. Dio, o l’Energia, o in qualunque altro modo tu voglia chiamarla, è il guaritore: il Tutto è il guaritore. (Osho)

Qualcuno di voi avrà certamente sentito parlare del Reiki prima d’ora, ma siccome si fa una grande confusione sul suo significato, cercherò di chiarire quello che il Reiki è e quello che invece non è.

Prima di tutto vorrei dare dei cenni storici di questa antica Arte di Guarigione Spirituale, anche se a mio avviso le origini si perdono nella notte dei tempi. Gli Esseni, per esempio, insegnavano l’arte di guarire attraverso le mani…
Colui che ha avuto il compito di riportare alla luce questo antico insegnamento è stato un giapponese, Mikao Usui, che alla fine dell’800, per dare alcune risposte a se stesso e per seguire un suo percorso di crescita spirituale, partì alla ricerca del “segreto” della guarigione. Dopo un lungo e travagliato percorso, riuscì a trovare degli antichi manoscritti (sutre buddhi) che contenevano alcuni simboli.


Dopo 21 giorni di ritiro e digiuno sulla montagna sacra Kuriyama, vide una luce provenire dal cielo, avanzava verso di lui fino a colpirlo al centro della fronte. Iniziò così il suo cammino di guarigione dell’anima che mise a disposizione dell’umanità attraverso l’insegnamento, “iniziando” altri maestri che poco alla volta diffusero il Reiki in tutto il mondo.

In occidente è abbastanza recente la sua diffusione ma, tenendo conto del grande squilibrio spirituale che soprattutto il mondo occidentale sta vivendo, le scuole di Reiki si sono moltiplicate molto rapidamente.

Il nome Reiki deriva da due parole, REI e KI. È molto interessante analizzare questa parola perché in essa sta la sintesi di alcune verità che chiariranno ancora di più il suo profondo significato. REI sta per energia cosmica (biomagnetica), energia divina, forza che muove l’universo e lo fa vibrare, forza che mette ordine nel caos, energia vitale universale. Il Ki è invece l’energia che muove tutti gli esseri viventi e li fa muovere sul piano materiale (energia bioradiante), che anima e dà forza al nostro corpo, la vitalità che tiene aggregate le nostre cellule e le trasforma incessantemente, quella che fa crescere le piante, quella che ci fa amare, piangere, gioire…insomma potremmo definirla come energia vitale individuale A ben guardare le due forze, le due energie, sono in splendida risonanza tra loro o almeno dovrebbero esserlo. Pensate infatti al nostro corpo fisico come alla ripetizione microcosmica dell’universo: se riuscissimo a diventare microscopici e ad entrare in un corpo umano, vedremmo un paesaggio molto simile a quello dell’universo, le cellule, il nostro sangue, i tessuti, tutto ripete la stessa armonia cosmica, il flusso delle acque, la solidità delle montagne, lo spazio oscuro dei crateri, lo splendore e la magnificenza dei pianeti e delle stelle….

L’unione di queste due energie dà vita al ReiKi. Le due forze vengono messe in relazione tra loro, si uniscono e ricominciano a vibrare alla stessa frequenza, fluendo attraverso i nostri canali energetici e facendoci ritrovare la nostra scintilla divina. Per questo il Reiki è un’arte di Guarigione Spirituale. Perché nel momento in cui si ricomincia a vivere in sintonia con i ritmi naturali, tutto ricomincia a funzionare e a far ruotare i magnifici ingranaggi e del corpo e della mente e dello spirito.

Ma come si fa a connettere le due energie? Attraverso un rito di armonizzazione o iniziazione che un insegnante è in grado di attuare durante un seminario che dura due giorni. Le armonizzazioni per il primo livello sono quattro e una sola invece rispettivamente per il secondo e per il terzo livello. Durante queste attivazioni il master fa una grande pulizia karmica ed emozionale della persona che sta intraprendendo il cammino Reiki e riapre così alcuni canali energetici affinché l’energia così riarmonizzata ricominci a scorrere. La persona che decide di prendere Reiki, diventa un canale di trasmissione di energia e tutto ciò che sarà toccato dalle sue mani, riceverà questa energia capace di accordare le forze che naturalmente dovrebbero scorrere in armonia e che invece spesso formano dei blocchi emozionali ed energetici che alla lunga possono sfociare in quel grande campanello di allarme che è la malattia. La malattia altro non è che il grido ultimo del nostro organismo che ci avverte che c’è una discordanza tra mente e corpo, tra psiche e soma…tra energia madre ed energia padre. Ma può fare tutto questo il Reiki? Si e no! Il Reiki è solo uno strumento di guarigione, ma chi decide veramente di “guarire” dalle disarmonie, SIAMO NOI !!!

Il Reiki equilibra l’energia del nostro corpo fisico, mentale e spirituale, aumenta la consapevolezza di sé, rafforza la nostra capacità intuitiva, elimina le tossine, riduce la tensione e rilassa, rafforza il sistema immunitario. Può portare sollievo alla sofferenza dei malati terminali oltre che agli animali e alle piante. Certo non si pensi di imparare questa arte in soli due giorni! Per me il vero apprendimento avviene dopo aver fatto il seminario, con la sperimentazione e il lavoro con se stessi: solo così si potranno ottenere dei buoni risultati, altrimenti avremo solo un altro attestato da appendere al muro…

Ho detto all’inizio che avrei spiegato o avrei cercato di chiarire ciò che il Reiki è, ma anche quello che il Reiki non è.

È bene dire infatti che chiunque può prendere Reiki, uomini e donne di qualunque razza, religione o credo,

perché il Reiki NON E’ UNA RELIGIONE, per praticarlo non si deve abbandonare il proprio cammino religioso, anzi il Reiki può solo eventualmente rafforzarlo. Il Reiki NON E’ MAGIA, le trasformazioni che possono avvenire in una persona sono il frutto di scelte e di lavoro (quasi sempre non semplice) con se stessi. Il Reiki NON E’ UNA SETTA, la persona che sceglie di essere iniziata al Reiki, continua il lavoro con se stessa e può farlo tranquillamente da sola, anche se frequentemente si formano cerchi di condivisione e di scambio perché il Reiki accresce il senso dell’essere UNO, dell’essere scintille di un’unica fiamma…

Sicuramente la decisione di divenire canali Reiki, cambia nella persona la percezione delle cose, si impara a “sentire” attraverso le mani, si acquisisce una nuova sensibilità, ma NON SI DIVENTA GUARITORI!!!
Diveniamo solo strumenti attraverso i quali il Reiki può scorrere ed equilibrare o sciogliere blocchi fisici ed emozionali, sedimentati nel tempo, in noi stessi e in chi attraverso di noi sperimenterà questa splendida energia di Amore.

Aggiungo infine che la mia scelta di prendere il master e di proseguire sul cammino del “risveglio planetario”, è stata una scelta non semplice e meditata per lungo tempo. La responsabilità infatti che un insegnante acquisisce è molto grande, si devono fare i conti con i giochi dell’ego ma anche con il senso di inadeguatezza che a volte mette duramente alla prova. È per questo che considero questo cammino come un ulteriore passo verso una consapevolezza più profonda e ringrazio coloro che mi sceglieranno e si affideranno a me come guida perché in tal modo la crescita sarà duplice. Loro per un verso saliranno un gradino verso la conoscenza del proprio Sé superiore ed io imparerò senz’altro qualcosa in più di questo meraviglioso cammino della vita ed aggiungerò una goccia di Luce dentro di me!

Ringrazio anche il mio insegnante Fabrizio Cillo che ha aperto e illuminato i miei orizzonti.

N.B. il Reiki NON E’ una terapia sostitutiva delle normali cure mediche, ma può agire in sinergia con esse per una risoluzione più profonda e più breve delle patologie.

I LIVELLI DEL REIKI
Sho Den, Oku Den , Shin Pi Den
Premetto che il primo livello è già un gradino molto importante nel proprio cammino spirituale e che esso è sufficiente per scandagliare a fondo la propria parte interiore e per fare luce su alcune parti che meglio potrebbero chiarire alcuni nostri aspetti caratteriali e su alcuni blocchi energetici che potrebbero aver creato a livello fisico delle disarmonie. Dunque non è assolutamente necessario proseguire nel cammino dei tre livelli in quanto, come vedremo più avanti, essi agiscono su precisi stati di coscienza e bisogna essere ben preparati ai vari “salti” e alle onde energetiche che si accompagnano ad essi. Peraltro non è detto che una persona voglia o possa proseguire nel cammino dell’insegnamento con il terzo livello…

Il cammino ReiKi si suddivide in tre livelli: il primo agisce maggiormente sul piano fisico, ma anche su quello emozionale e spirituale; il secondo agisce sui piani mentale, fisico e spirituale e utilizza alcune geometrie sacre o simboli che vengono trasmessi da insegnante ad allievo durante un seminario di due giorni; con il terzo si acquisisce la conoscenza del quarto simbolo (simbolo Maestro o della Guarigione dell’Anima) ed è per coloro che vogliono intraprendere il cammino dell’insegnamento. Il training del III° livello dura un anno.

Kanji l’ideogramma ReiKI
simbolo del ciclo vitale

La comprensione del significato di Reiki può avvenire anche grazie alla "lettura" del suo ideogramma. La calligrafia giapponese si esprime attraverso gli ideogrammi. L'ideogramma è un insieme di segni, linee che simboleggiano un'idea;

Il primo segno è il Cielo, il principio creatore, l'azzurro e le sue sfumature, l'inizio.


I due segni successivi sono le nuvole che si muovono nel Cielo, rappresentano il movimento dei pensieri nella mente umana


e poi un fulmine, il deciso tratto centrale, dall'alto in basso, che simboleggia la volontà, la scelta, la direzione che crea la crisi, le lacrime, le quattro gocce di pioggia


…e poi le bocche degli uomini che sulla Terra ringraziano Dio nella preghiera, accolgono i doni del cielo, della pioggia che dona la vita, che consente agli alberi di fiorire e fruttificare.


Ora l'uomo non è più rappresentato da una bocca ma dalla sua individualità .
Ecco il tempio con due uomini che in un luogo sacro condividono le proprie emozioni.


Queste sono le linee che simboleggiano Rei: Energia universale, forza divina, macrocosmo.


Cielo, nuvole, pioggia li ritroviamo anche nel simbolo KI. E' presente l'acqua, la pioggia, che arrivata alla terra evapora e si ricondensa


E qui il chicco di riso, simbolo dell'essenza interiore, del seme che grazie alla pioggia, all'energia del sole, della luce, germoglia, si radica, vive.


Questo è l'ideogramma giapponese che rappresenta il KI: energia individuale, forza interiore,
microcosmo.



REIKI è l'unione tra REI e KI






I PRINCIPI DEL REIKI

Solo per oggi non ti preoccupare
Solo per oggi non ti arrabbiare
Solo per oggi onora i genitori, i Maestri e gli anziani
Solo per oggi guadagnati da vivere onestamente
Solo per oggi rispetta tutti gli esseri viventi

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